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Soppressione di sintomi o vera guarigione ?

Mi occupo da circa 30 anni di Medicina Psicosomatica e, da sempre, mi chiedo se i pazienti sono consapevoli di ciò che davvero accade al corpo quando assumono un farmaco chimico.
Ecco un esempio molto semplice della dinamica dell’intero processo :
un medico ( magari un dermatologo ) somministra una pomata cortisonica ad un soggetto che presenta un eczema alle mani, l’eczema immediatamente regredisce, sparisce il fastidioso prurito e lo specialista, felice del successo, dichiara guarito il paziente ( altrettanto felice ! )…
Un mese dopo lo stesso individuo potrebbe accusare un broncospasmo con sintomi chiaramente asmatici : interpella un altro specialista, il quale, fatta diagnosi di asma allergico, somministra una buona dose di cortisone questa volta per via orale…E ancora una volta ecco il successo !

Il respiro migliora fino a regredire rapidamente…Paziente e medico dichiarano vinta un’altra battaglia…
Ma i guai non sono ancora finiti…Il paziente non sa che ora si trova di fronte a due possibilità : se il suo organismo è sano e forte, in breve ricomparirà il vecchio eczema…ma se , per ragioni diverse è sottoposto a stress di varia natura e quindi ha una bassa energia vitale, appena tolto il farmaco, ripresenterà gli stessi disturbi respiratori oppure, peggio ancora, il suo stato di salute generale potrebbe progredire verso ulteriori e più gravi disturbi…come se seguisse una gerarchia ben precisa…
Nessuno si sognerà mai di pensare che la soppressione prodotta inizialmente da una semplice pomata cortisonica, potesse provocare reazioni a catena così particolari e invalidanti…
Bisognerebbe conoscere i significati simbolici del linguaggio del corpo per cogliere il senso globale di questo processo…e intervenire diversamente.
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Al tuo benessere

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Cosa ti direbbe il tuo fegato se potesse parlarti in privato ?

“Quando ti trovi in presenza di un alimento, per prima cosa lo guardi, lo annusi, ne valuti cioè l’aspetto, il colore, l’odore…come fanno gli animali, e se è di tuo gradimento lo assaggi…
Entra cioè in gioco la seconda barriera, la tua bocca, che, attraverso le papille gustative, decide se si tratta di sostanze piacevoli o sgradevoli, così da pensare se “sputare” fuori o ingerire…
Se è di tuo gusto, il cammino del cibo prosegue e arriva allo stomaco, altro filtro capace di discernere ciò che ti fa male da ciò che ti nutre e ti da benessere : qui hai ancora una possibilità di rimandare indietro, all’esterno, ciò che non gradisci…ecco la nausea come chiaro segnale di rifiuto ed il vomito come vera e propria azione respingente verso qualcosa che “non deve” andare oltre…( da http://www.sentiilbenessere.it/prodotto/libro-ciao-sono-il-fegato/
Certo, a questo stadio, ti costa fatica rifiutare, è uno sforzo decisamente fastidioso…ma…salutare…Immagina cosa succederebbe se un cibo carico di tossine a cui hai permesso l’accesso, per incapacità di scelta, o per distrazione o perchè magari sexy all’apparenza, ma ingannevole e tossico, raggiungesse l’intestino e quindi attraverso l’assorbimento, entrasse nel tuo sangue…
Nell’intestino hai ancora un’ultima possibilità di eliminazione, con la diarrea, ma, anche in questo caso, piuttosto spiacevole…
Se tutte queste “dogane” di controllo vengono eluse, quel carico di veleni raggiunge il mio territorio e mi costringe ad un lavoro di depurazione esagerato…
Proverei comunque a neutralizzare le tossine, che però non riuscirei più ad eliminare del tutto, affaticandomi e determinando dunque disagi all’intero tuo organismo.
Sappi che è decisivo per la tua salute conoscere a fondo questo percorso del cibo fatto di scelte e di sensibilità, di capacità di percepire e distinguere ciò che ti fa bene da ciò che ti crea danno…
Più ti accorgi, a monte, di ciò che “stona”, di ciò che “non va”, acuendo la tua percezione e la tua consapevolezza, e più riuscirai ed evitarmi compiti gravosi, e spesso ormai inutili, con uno spreco abnorme di energie…
In queste riflessioni stà la tua possibilità di vivere in pieno benessere…”
Il tuo fegato

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Perché la medicina ufficiale non vede altro che “uomini-macchina”?

gianmario-governato-senti-il-benessere-via-della-autoguarigioneUn grande medico, famoso anatomo-patologo e attento conoscitore dell’animo umano, già negli anni ’80, in un suo libro dal titolo “l’uomo senza futuro”, affermava: “sulla guida allopatica della comprensione del sintomo, il malato moderno si è lasciato smontare come una qualsiasi macchina, abdicando alla sua unità di uomo, in favore di una artificiale collezione di organi e sintomi“… (Dott. Luigi Oreste Speciani)

Concetto straordinario che sottolinea come, negli ultimi decenni, si sia amplificato, ed esasperato quel metodo scientifico analitico-sperimentale che è alla base della concezione tecnologica della nostra cultura.

Si è dunque privilegiato l’aspetto razionale, obiettivo, soprattutto in campo medico, ottenendo certo risultati eclatanti nella ricerca e nella terapia medica e chirurgica, ma esasperando al tempo stesso quel disagio che tutti avvertiamo quando ci sentiamo sempre più separati dalla natura, dai suoi ritmi e dalle leggi che la regolano.

Essere obiettivi a tutti i costi… questo è il postulato di base della scienza medica odierna, un dogma che sminuisce e tralascia la nostra “soggettività” : ci si allena a valutare la nostra salute solo attraverso gli esami di laboratorio, attraverso le indagini strumentali e si tralascia l’ascolto di quelle caratteristiche, di quelle sensazioni uniche e irripetibili che rendono unico e irripetibile il nostro essere al mondo.

Quanto contano le nostre emozioni, il nostro atteggiamento mentale, la mimica, le espressioni verbali, i nostri sogni, le fantasie, il nostro immaginario…quel mondo fatto di segni e simboli che rende merito alla nostra specifica individualità e che non ci fa considerare uno dei tanti numeri in corsia…

La Medicina cosiddetta “ufficiale” ha così perso di vista la visione “olistica” dell’uomo, contribuendo a creare una spaccatura sempre più ampia tra quello che è considerato il progresso medico-scientifico e la possibile “felicità” dell’individuo, quella felicità che sul piano psicosomatico si rivela essere forse il fattore più importante per la realizzazione del proprio benessere, della propria salute…

La buona notizia è che esistono da sempre altre chiavi di lettura, altre forme di medicina, altri modi di interpretare la malattia che considerano la mente ed il corpo non più come due entità distinte, separate tra loro, ma come parti di un unico evento : significa ridare dignità all’essere umano nella sua interezza, laddove tra fisicità ( corpo ) e spiritualità ( mente ), come sostenevano gli alchimisti, non c’è nessuna differenza, sono cioè due eventi fatti della stessa “sostanza”, ma con diversa “densità”…

Vale a dire che, quando ad esempio è il corpo a parlare, ad esprimere un disagio, è perché quel disturbo meglio si esprime sul versante organico, diventa la voce di un malessere profondo, nascosto che riesce a tradursi in un linguaggio corporeo, ora cutaneo, ora digestivo, ora respiratorio…

Il corpo diventa un vero e proprio palcoscenico dove la nostra interiorità ( la potremmo chiamare la nostra “intelligenza innata”, la nostra “anima”, il nostro “Sè” ), sceglie l’organo che, come attore protagonista, meglio interpreta, meglio racconta quell’emozione nascosta, quella tensione che diversamente non sappiamo esprimere…

Allargare gli orizzonti della nostra consapevolezza significa riscoprire altre “vie terapeutiche” capaci di leggere la malattia come perdita dell’armonia e dell’equilibrio interiore, dove i sintomi non vengono subito repressi e cacciati via perché inutili e fastidiosi, combattuti come fossero nemici, ma utilizzati come segnali, come informazioni verso la conoscenza di sé e verso la scoperta di nuove possibilità esistenziali…

Questo è l’invito che auguro ad ognuno di voi ed il senso di questo percorso, riappropriarsi della nostra soggettività per conoscersi davvero, per non delegare la soluzione di un disagio soltanto ad un farmaco chimico, per fare “coscienza” dei messaggi che il corpo ogni tanto ci invia e potersi quindi affidare a quella straordinaria capacità di autoguarigione che è assolutamente innata e a nostra disposizione…

Al tuo benessere,

Gianmario Governato

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Per la medicina, per la maggior parte di noi

Per la medicina, per la maggior parte di noi, la “salute” significa soltanto “assenza di sintomi e di malattie”…Non dovremmo invece avvertire qualcosa in più che esula dalla mera considerazione che non siamo malati ? E se “esser sani” riguardasse invece una condizione più allargata in cui siano soprattutto coinvolti lo stato mentale ed emotivo ? Uno stato dell’essere che ci regala gioia e vitalità, creatività ed energia ? La vera salute è qualcosa che ci riguarda nell’intimo e che non può dipendere da un farmaco chimico esterno, qualcosa a cui si può accedere solo imparando a rivolgere lo sguardo alla nostra interiorità…

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Pensare continuamente ai nostri disturbi…

Pensare continuamente ai nostri disturbi….focalizzare l’attenzione sulla malattia…ragionarci su, significa darle importanza, caricarla energeticamente e quindi “nutrirla” e farla crescere, significa radicarla sempre di più e prolungarla nel tempo…Un pò come quando nutriamo una pianta e le diamo tutta la nostra attenzione per vederla bella e rigogliosa….Tutto ciò che invece ci aiuta a distogliere il pensiero dal disagio, magari portandoci a contatto col nostro mondo immaginario….diventa fortemente terapeutico….

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La medicina e la psicologia continuano a rincorrere le “cause”…

La medicina e la psicologia continuano a rincorrere le “cause”… tralasciando ciò che più conta…che in ogni malattia si cela un “senso”, un “fine”, un’ “intenzione”…Ogni causa ha un effetto…e fino a che cercheremo di eliminare entrambi, rimarremo alla superficie delle cose, e gli “eventi” del corpo ci saranno estranei e lontani…

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Siamo abituati a pensare che, sparito il disturbo

Siamo abituati a pensare che, sparito il disturbo, magari grazie ad un farmaco fortemente soppressivo come il cortisone , sia davvero tutto risolto….In realtà l’abbiamo soltanto “mascherato”, ne abbiamo cancellato la manifestazione esterna, la punta dell’iceberg…e non pensiamo mai che quel sintomo prima o poi tenderà a ripresentarsi, anche sotto forme patologiche diverse da quella iniziale…Occorre tenere sempre presente che “nulla si crea e nulla si distrugge…ma tutto si trasforma….malanni compresi….
4.012 persone raggiunte

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Oggi, la moderna psiconeuroimmunologia

Oggi, la moderna psiconeuroimmunologia, dimostra ampiamente i rapporti tra il cervello, la psiche e il corpo…e di conseguenza la capacità innata di autoguarigione…Quanto contano i nostri pensieri, le nostre parole e le nostre azioni ? Quanto è importante l’atteggiamento mentale nel “costruire” giorno dopo giorno il nostro destino …e quindi il nostro malessere o il nostro benessere ?…Guarire davvero non significa soltanto far “sparire” i sintomi…guarire significa mettere questa innata capacità nelle condizioni per poter svolgere il suo compito al meglio…

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Comunemente si dice : “dai…fai uno sforzo…reagisci…

Comunemente si dice : “dai…fai uno sforzo…reagisci…un pò di buona volontà”…Ma serve davvero sforzarsi per stare bene, per guarire ? In realtà la nostra “forza vitale”, la “vis vitalis” omeopatica, sa cosa fare per prendersi cura di noi…Ma serve una “mente vuota”, lontana dal pensiero dei luoghi comuni, lontana dalla trappola delle abitudini e della “mentalità”, lontana dai ragionamenti….Ci serve fare affidamento alla nostra capacità di “autoguarigione”…magari attivandola con il giusto atteggiamento mentale e con il rimedio omeopatico corretto….

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Esistono i codici e le leggi della “scienza”

Esistono i codici e le leggi della “scienza”….esistono i codici e le leggi dell’ “anima”….qualcosa che riguarda la nostra “essenza”….Ed è proprio a questa “essenza” che fa riferimento l’ Omeopatia, una vera e propria “arte del guarire” che richiede una mente aperta e priva di pregiudizi….un mondo terapeutico a sè, affascinante e completo, che affianca al metodo “diagnostico”, il metodo “intuitivo”….un approccio olistico capace di interagire con la nostra innata capacità di “autoguarigione”, stimolandola e potenziandola…un approccio terapeutico capace di rispettare e utilizzare l’ intelligenza della materia-corpo…

Medicina Naturale Omeopatia, Psicosomatica,  fitoterapia