Gianmario Governato Feb 26, 2016 0 Comments Posted in: Blog

gianmario-governato-senti-il-benessere-via-della-autoguarigioneUn grande medico, famoso anatomo-patologo e attento conoscitore dell’animo umano, già negli anni ’80, in un suo libro dal titolo “l’uomo senza futuro”, affermava: “sulla guida allopatica della comprensione del sintomo, il malato moderno si è lasciato smontare come una qualsiasi macchina, abdicando alla sua unità di uomo, in favore di una artificiale collezione di organi e sintomi“… (Dott. Luigi Oreste Speciani)

Concetto straordinario che sottolinea come, negli ultimi decenni, si sia amplificato, ed esasperato quel metodo scientifico analitico-sperimentale che è alla base della concezione tecnologica della nostra cultura.

Si è dunque privilegiato l’aspetto razionale, obiettivo, soprattutto in campo medico, ottenendo certo risultati eclatanti nella ricerca e nella terapia medica e chirurgica, ma esasperando al tempo stesso quel disagio che tutti avvertiamo quando ci sentiamo sempre più separati dalla natura, dai suoi ritmi e dalle leggi che la regolano.

Essere obiettivi a tutti i costi… questo è il postulato di base della scienza medica odierna, un dogma che sminuisce e tralascia la nostra “soggettività” : ci si allena a valutare la nostra salute solo attraverso gli esami di laboratorio, attraverso le indagini strumentali e si tralascia l’ascolto di quelle caratteristiche, di quelle sensazioni uniche e irripetibili che rendono unico e irripetibile il nostro essere al mondo.

Quanto contano le nostre emozioni, il nostro atteggiamento mentale, la mimica, le espressioni verbali, i nostri sogni, le fantasie, il nostro immaginario…quel mondo fatto di segni e simboli che rende merito alla nostra specifica individualità e che non ci fa considerare uno dei tanti numeri in corsia…

La Medicina cosiddetta “ufficiale” ha così perso di vista la visione “olistica” dell’uomo, contribuendo a creare una spaccatura sempre più ampia tra quello che è considerato il progresso medico-scientifico e la possibile “felicità” dell’individuo, quella felicità che sul piano psicosomatico si rivela essere forse il fattore più importante per la realizzazione del proprio benessere, della propria salute…

La buona notizia è che esistono da sempre altre chiavi di lettura, altre forme di medicina, altri modi di interpretare la malattia che considerano la mente ed il corpo non più come due entità distinte, separate tra loro, ma come parti di un unico evento : significa ridare dignità all’essere umano nella sua interezza, laddove tra fisicità ( corpo ) e spiritualità ( mente ), come sostenevano gli alchimisti, non c’è nessuna differenza, sono cioè due eventi fatti della stessa “sostanza”, ma con diversa “densità”…

Vale a dire che, quando ad esempio è il corpo a parlare, ad esprimere un disagio, è perché quel disturbo meglio si esprime sul versante organico, diventa la voce di un malessere profondo, nascosto che riesce a tradursi in un linguaggio corporeo, ora cutaneo, ora digestivo, ora respiratorio…

Il corpo diventa un vero e proprio palcoscenico dove la nostra interiorità ( la potremmo chiamare la nostra “intelligenza innata”, la nostra “anima”, il nostro “Sè” ), sceglie l’organo che, come attore protagonista, meglio interpreta, meglio racconta quell’emozione nascosta, quella tensione che diversamente non sappiamo esprimere…

Allargare gli orizzonti della nostra consapevolezza significa riscoprire altre “vie terapeutiche” capaci di leggere la malattia come perdita dell’armonia e dell’equilibrio interiore, dove i sintomi non vengono subito repressi e cacciati via perché inutili e fastidiosi, combattuti come fossero nemici, ma utilizzati come segnali, come informazioni verso la conoscenza di sé e verso la scoperta di nuove possibilità esistenziali…

Questo è l’invito che auguro ad ognuno di voi ed il senso di questo percorso, riappropriarsi della nostra soggettività per conoscersi davvero, per non delegare la soluzione di un disagio soltanto ad un farmaco chimico, per fare “coscienza” dei messaggi che il corpo ogni tanto ci invia e potersi quindi affidare a quella straordinaria capacità di autoguarigione che è assolutamente innata e a nostra disposizione…

Al tuo benessere,

Gianmario Governato

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