Quali sono le malattie che possono essere trattate con l’ Omeopatia ?

E’ uno dei quesiti più frequenti…In realtà in Omeopatia si tratta  l’uomo malato e non la malattia, essendo una medicina di terreno e non sintomatica. Non si tiene tanto conto del nome della malattia o della sindrome, ma delle caratteristiche specifiche psico-fisiche del soggetto, il suo modo di essere, il suo mondo emotivo, il suo atteggiamento mentale, le sue modalità reattive , e così via…In teoria non ci sono malati incurabili, sempre che si tengano in considerazione le leggi su cui l’ Omeopatia si fonda e non la si utilizzi appunto in modo sintomatico.

L’ Omeopatia è incompatibile con la Medicina Ufficiale ?

No, il livello d’azione è completamente diverso, non c’è interferenza e quindi non c’è

incompatibilità.  Possono assolutamente integrarsi. Una considerazione importante riguarda l’uso simultaneo di un antibiotico o di un cortisonico con il rimedio omeopatico : poiché agiscono in direzioni opposte , non sono incompatibili , ma il farmaco chimico costituisce spesso una resistente barriera, mirando alla “soppressione del sintomo piuttosto che al riequilibrio energetico dell’organismo. In questi casi sarebbe opportuno aspettare il termine della cura farmacologica in atto e poi riconsiderare l’intero caso dal punto di vista omeopatico.

E’ vero che durante una terapia omeopatica ci può essere un lieve peggioramento con comparsa di vecchi sintomi ?

“Per fortuna” sì…possono a volte ricomparire vecchie patologie che erano state “soppresse” con l’uso di farmaci ( antibiotici, cortisonici, psicofarmaci ). Ciò significa semplicemente che il rimedio ha “toccato” energeticamente l’organismo e dunque i benefici non si faranno attendere…

Come posso rendermi conto che il trattamento omeopatico sta funzionando ?

Essendo una Medicina di “terreno”, l’organismo ne beneficerà in toto, su tutti i piani dell’essere, dal piano fisico a quello emozionale, a quello mentale.  Se un rimedio funziona, perchè corretto , lo si avverte soprattutto dal miglioramento energetico generale, anche se, inizialmente, i sintomi permangono. Se poi un sintomo scompare, è perchè qualcos’ altro si è modificato su un piano più profondo, nel modo di essere della persona.

L’ Omeopatia è una metodica “rischiosa” ?

Il rimedio omeopatico, grazie ai processi di diluizione e dinamizzazione che subisce, è un farmaco energetico ( non ci sono molecole, non c’è più materia, ma solo l’essenza della sostanza d’origine ), una vera e propria “onda elettromagnetica” che ha una sua “capacità vibratoria”, una sua “frequenza”, quindi non è tossico ed è privo di effetti collaterali. Interessante dunque il fatto che possa essere utilizzato senza rischi anche nella donna in gravidanza, nel neonato e nell’anziano debilitato.

Si possono allora somministrare tranquillamente nei bambini ?

Non essendoci tossicità alcuna, si somministrano anche nel lattante, anzi è proprio nel bambino che si notano le risposte più rapide e soddisfacenti, è nel bambino che avvengono le guarigioni più spettacolari, essendo il loro organismo non ancora troppo impregnato negli anni dai farmaci chimici.

Mio figlio ha ingoiato un intero tubetto di granuli, è grave ?

Assolutamente no…non si deve fare nulla, perchè non c’è pericolo di tossicità nè di avvelenamento. Se il rimedio non è “simile” al bambino, non avvertirà nulla di particolare. Se invece il rimedio ingerito “rappresenta” il soggetto , perchè vicino alle sue caratteristiche psico-fisiche, al limite potrà presentare qualche sintomo di “prooving”, comunque passeggero e non pericoloso.

Vengono utilizzati animali nella sperimentazione e nella ricerca omeopatica ?

Il rimedio omeopatico si sviluppa utilizzando dei test, detti “proovings”, cioè si annotano i sintomi che un rimedio scatena in un soggetto sano ( o in buona salute ). Questo stesso farmaco sarà allora capace di curare gli stessi disturbi in un soggetto malato. Quindi la sperimentazione è fatta direttamente sull’uomo, per cui la risposta è specifica e non mediata dall’animale.  Peraltro gli animali rispondono bene ai rimedi, tant’è che molti veterinari ne fanno sempre più uso.

Esiste un’ Omeopatia Veterinaria ?

Certamente, l’animale, come il bambino, spesso risponde in maniera rapida al rimedio. Ovviamente le caratteristiche dell’animale vengono spesso riportate dalle persone vicine a lui  ( come accade anche nei neonati e nei bimbi molto piccoli ) oltre che ricavate dall’osservazione diretta del comportamento dell’animale.  Si tratta di un’ ulteriore prova a favore della veridicità del funzionamento dell’omeopatia e non solo del solito “effetto placebo”.

Quando si possono vedere i primi risultati ?

Difficile rispondere. In una fase acuta la risposta può essere quasi immediata, già nelle prime ore ( sempre che il rimedio sia corretto ).  In fase cronica, in base al periodo ( a volte anni prima ) in cui è insorto il problema, occorre più tempo, a volte anche alcuni mesi, per permettere ai rimedi di svolgere al meglio la loro azione sull’intero “terreno” dell’organismo.

Quando si deve interrompere una cura omeopatica ?

Si riduce via via la frequenza di somministrazione in base al miglioramento, fino a sospendere del tutto se i sintomi scompaiono. Si può riprendere la terapia, se ricompaiono gli stessi sintomi. Se però i sintomi sono cambiati, occorre valutare un rimedio diverso in base alle nuove caratteristiche e modalità presenti al momento.

Come si somministrano i rimedi omeopatici ?

In un disturbo acuto ( ad es. tonsillite, otite, cistite, ecc. ecc…) si possono assumere in bassa o media diluizione ( dalla 6 CH alla 30 CH ) anche ogni 2-3 ore, riducendo poi la frequenza in base al miglioramento.  Nei disturbi cronici si utilizzano invece le medie o alte diluizioni (  30 CH – 200 K –  M K – XM K …) in somministrazioni settimanali o mensili ( una volta alla settimana / una volta al mese )

Dove si reperiscono i farmaci omeopatici ?

Ormai si trovano quasi in ogni farmacia in Italia e in Europa, al limite su richiesta. Non è necessaria la ricetta medica.

Possono essere conservati a lungo ?

Se conservati in luoghi adatti ( ad es. non esposti ad eccessivo calore ), si possono conservare per anni, anche se , mediamente, dopo 5 anni, andrebbero sostituiti, non perchè possano produrre effetti tossici, ma perchè  diminuisce il loro potere energetico.

Il farmaco omeopatico si può assumere in gravidanza ?

Assolutamente sì, senza alcun rischio. E’ comunque dimostrazione di buon senso utilizzare le basse e le medie diluizioni.

Si possono assumere più rimedi contemporaneamente ?

Tre sono le scuole di pensiero :

La scuola unicista  ritiene importante assumere un rimedio alla volta per meglio comprendere gli effetti e i risultati ( è la modalità più corretta : potremmo comprendere più persone che contemporaneamente ci rivolgono la parola ? Si creerebbe confusione…)

La scuola pluralista ritiene sia utile assumere più rimedi nella stessa giornata ma a bassa diluizione. Permette una maggior copertura su sintomi diversi, specie se non si è sicuri del rimedio unico.

La scuola complessista considera invece più sostanze a bassa diluizione ( spesso in decimale ) accorpate in un’ unica soluzione, somministrata più volte nella giornata. Ha un’ efficacia più sintomatica e meglio sostituisce il farmaco chimico, al quale più si avvicina come principio terapeutico. Facile da utilizzare, perchè ogni composto è mirato ad una determinata patologia e non alla totalità della persona.

Qual’è la “potenza” ( diluizione ) che si usa preferibilmente in Omeopatia ?

In realtà ciò che più conta, al di là della scelta della potenza, ( 6 CH – 30 CH – 200 K – M K – XM K  ecc. ), è la scelta del rimedio più idoneo al momento. Indicativamente le basse e medie diluizioni ( 5 – 6 – 7 CH, fino alla 30 CH ) si utilizzano nei casi acuti  e le medie/alte diluizioni ( 30 CH – 200 CH – 200 K – MK – XMK ecc..) nei casi cronici.

Le potenze più alte, sono più forti di quelle basse ?

No, l’ Omeopatia è una terapia non quantitativa. Possiamo dire che le basse diluizioni lavorano più sul piano fisico e quindi più in superficie, mentre le alte diluizioni lavorano sempre più in profondità e sulla totalità del soggetto e quindi “toccano” gli aspetti più “sottili” dell’individuo, il piano emozionale e quello mentale.

Cosa significa DH, CH, K ?

La sigla si riferisce al metodo di preparazione.   Diluizioni decimali Hahnemanniane ( DH ): in un recipiente da 10 cc si mette 1 cc di Tintura Madre ( T. M. ) della sostanza originaria e si aggiungono 9 cc di alcol a 70°, poi si dinamizza e si ottiene così la prima diluizione decimale ( 1 DH ), poi si continua nello stesso modo fino alla diluizione che si vuole ottenere.   Diluizioni centesimali Hahnemanniane ( CH )  :  in un recipiente da 100 cc si mette 1 cc della T.M e 99 cc di alcol a 70°, poi si dinamizza ottenendo così la prima centesimale ( 1 CH ). Si prosegue con lo stesso metodo fino alla diluizione voluta.  Diluizioni Korsakoviane ( K ) :  un recipiente da 100 ml si riempie con 100 cc di T.M, poi lo si svuota in modo che resti 1 ml di T.M. Poi si aggiungono 100 ml di alcol e si dinamizza, ottenendo così la 1 K . Si prosegue nello stesso modo per ottenere le diluizioni successive.

Il rimedio omeopatico può essere prescritto solo dal medico ?

In quasi tutta l’ Europa è riconosciuta la figura del Naturopata, non medico, a cui è permesso prescrivere rimedi omeopatici. In Italia, la Corte di Cassazione, ha dichiarato che solo chi è abilitato all’esercizio della professione medica, può fare diagnosi e prescrivere cure omeopatiche.

E’ possibile l’autoprescrizione ?

Essendo l’ Omeopatia assolutamente priva di effetti collaterali tossici, è possibile l’utilizzo del rimedio in modo autonomo. Occorre seguire soltanto alcune semplici regole e avere un minimo di conoscenza delle leggi dell’Omeopatia e dei rimedi, per poter prescrivere con serenità un farmaco omeopatico : in questi casi meglio utilizzare le basse e medie diluizioni ( le alte solo se si è assolutamente certi del rimedio scelto ), soprattutto in tutta una serie di patologie acute laddove spesso ci si affida al vicino di casa del momento o al farmacista di turno senza conoscenze specifiche…

Perchè il rimedio omeopatico è privo di “bugiardino” ?

Il foglietto illustrativo in Omeopatia è superfluo, poiché il rimedio non è indicato per una o più patologie specifiche, ma viene scelto in base alle caratteristiche psico-fisiche del soggetto e in base alle sue personali peculiarità e modalità reattive.

Esistono profumi, aromi o altre sostanze che possono inficiare l’azione dei rimedi omeopatici ?

Il rimedio va assunto lontano dai pasti, a bocca pulita. Nel caso di un rimedio a bassa diluizione ( ad es. 6 CH ), sono sufficienti 15-20 minuti di digiuno prima e dopo l’assunzione. Nel caso di monodosi ad alta dluizione ( ad es. 200 K,  MK, ecc…), io consiglio di assumerle al mattino al risveglio o la sera prima di coricarsi, a digiuno 1 ora prima e 1 ora dopo l’assunzione … Sostanze come il caffè, il tè, la menta e altri aromi intensi ( anche dentifrici ), non andrebbero utilizzati durante una cura omeopatica…

Il rimedio omeopatico è a base di erbe ?

I rimedi derivano dai tre regni presenti in natura ( vegetale, animale e minerale ). Qualsiasi sostanza presente in natura, anche la più tossica ( pensiamo ai vari veleni…), quando subisce i processi di diluizione ( e quindi perde la sua tossicità ), può diventare rimedio omeopatico. Non bisogna confondere la Fitoterapia con l’ Omeopatia  :  la fitoterapia utilizza sostanze naturali ma ancora in dosi ponderali, quindi sono presenti, in quantità diverse, molecole della sostanza d’origine, per cui i fitoterapici non subiscono quei processi di diluizione e dinamizzazione fondamentali in Omeopatia.

I fiori di Bach sono rimedi omeopatici ?

No, la loro preparazione e la metodologia di impiego sono diverse. Essendo i fiori delle essenze che agiscono a livello “sottile” sui diversi stati d’animo, si possono ben associare ai rimedi e complementarsi reciprocamente.

Perchè i rimedi omeopatici vengono prevalentemente assunti per via orale ?

La via sub-linguale è la più utilizzata perchè la zona è fortemente irrorata e ciò permette un assorbimento molto più rapido delle sostanze. Questo vale ovviamente per i rimedi unitari e per molti complessi omeopatici. Ci sono altre vie di somministrazione, ad es. quella parenterale, che viene utilizzata quasi esclusivamente nel campo del complessismo e dell’ omotossicologia.

L’ Omotossicologia è Omeopatia ?

Nasce in Germania con il dott. Reckeweg, proprio come punto di incontro tra la Allopatia ( Medicina dei contrari, Medicina ufficiale ) e l’ Omeopatia ( Medicina dei simili ). Si basa sulla somministrazione di composti di sostanze, in genere in diluizione decimale, atti ad allontanare, a drenare, le tossine dell’organismo…Non c’è però la ricerca individualizzata dei sintomi e delle peculiarità del soggetto,  c’è un “tropismo d’organo”, una funzione drenante d’organo…E’ di facile utilizzo perchè molto più vicina alla concezione sintomatica della Medicina ufficiale.

Perchè i granuli non si possono toccare con le mani ?

Perchè i granuli sono impregnati con la soluzione della sostanza , e, toccandoli, si potrebbe alterare la superficie del granulo. Ad oggi le tecniche di impregnazione hanno però dimostrato che il granulo / globulo viene impregnato per una buona parte, per cui, anche se venissero toccati con le mani, non si altererebbe il loro valore terapeutico.

Si può parlare di “dieta omeopatica” ?

E’ un termine che non esiste. L’ Omeopatia è un metodo terapeutico basato su principi ben precisi ( similitudine, diluizione, dinamizzazione ) e non prevede nessun intervento di tipo alimentare.

Esistono i vaccini omeopatici ?

Chiariamo innanzitutto una cosa : un vaccino contiene materiale che proviene da microorganismi vari e viene somministrato per stimolare nell’organismo la produzione di anticorpi specifici… In questo senso non esiste un vaccino omeopatico vero e proprio,  ma esistono dei composti omeopatici ( ai quali si attribuisce impropriamente il termine di vaccini ), derivanti da materiale biologico, i quali provocano una forte azione stimolante nei confronti del nostro sistema immunitario…( ad es. il “vaccino per l’influenza” ).  Il loro vantaggio risiede proprio nella assenza di quelle reazioni  collaterali presenti nei vaccini, a volte estremamente dannose nei confronti di un sistema difensivo già troppo messo alla prova da patologie diverse.

Il farmaco omeopatico cura i tumori ?

Questa rimane una delle domande più frequenti e più provocatorie, soprattutto da parte del sistema  scientifico imperante.  La risposta è sempre la stessa, cioè che il rimedio non si rivolge alla malattia ma all’individuo. Se è vero che l’ Omeopatia interagisce con la “forza vitale” del soggetto, è altrettanto oggettivo che in un paziente tumorale, specie in stadio conclamato o avanzato, questa “vis vitalis” sia pressoché azzerata… Sarebbe auspicabile ( ed è questo il compito principale dell’ Omeopatia ) poter valutare dinamicamente la persona negli anni ( ecco la prevenzione ), per individuare quelle caratteristiche di terreno che, nel tempo, potrebbero manifestarsi sotto svariate forme tumorali. Nelle nostre peculiarità caratteriali, nel nostro atteggiamento mentale, nella nostra mentalità, spesso si nasconde il germe di una patologia potenzialmente degenerativa….E in questo senso, l’ Omeopatia è maestra… Allevia ( a volte del tutto ) i gravi effetti collaterali delle cure oncologiche classiche e, non essendo soltanto terapia palliativa, può ben accompagnare qualsiasi forma di terapia classica, stimolando in maniera ottimale il sistema immunitario che è di importanza vitale in ogni processo degenerativo.

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